Come nascono le crociere

La storia delle crociere è relativamente recente e la prima crociera turistica italiana risale al 1833, quando il piroscafo di linea Francesco I battente bandiera del Regno delle due Sicilie coprì la tratta Palermo-Civitavecchia-Livorno-Genova-Marsiglia.

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Ma quando si parla di crociere organizzate in maniera regolare e continua, ci viene in mente Thomas Cook, vero e proprio antesignano dei Tour Operator, che inaugurò un servizio di crociere sul Nilo in pieno clima ed entusiasmo coloniale e Albert Ballin che con la sua compagnia di navigazione Hapag Loyd realizzò per primo in Germania le navi da crociera.

Mentre i suoi concorrenti erano concentrati in modo talvolta ossessivo dalla velocità delle traversate atlantiche rincorrendo primati sempre più sfidanti, Ballin ebbe la visione rivoluzionaria per l'epoca di considerare il viaggio per mare un piacere dei sensi, quasi edonistico. Per questo costruì navi di gran lusso e dotate di ogni comodità. Lusso e piacere quindi, non solo velocità. Le sue navi si ispiravano agli sfarzi dei grandi yacht dei monarchi dell'epoca che incrociavano i mari tra fine ottocento e inizi del nuovo secolo.
L'unità d'Italia, il flusso migratorio verso le Americhe, la fine della guerra di Secessione Americana, l'apertura del canale di Suez e di alcuni varchi alpini, furono i trampolini che proiettarono la capacità imprenditoriale di molti armatori

Nel primo decennio del '900 erano soprattutto le compagnie armatrici inglesi e tedesche a dominare il mercato mentre negli Stati Uniti cresceva il fenomeno sui grandi battelli a ruote che navigavano sui grandi fiumi, Hudson e Mississippi in primis citati da Mark Twain nei suoi memorabili racconti. Con la Prima guerra mondiale l'attività crocieristica si fermò fino agli anni '20, quando tre fattori determinarono una ripresa delle attività. Il primo fattore fu la proibizione da parte degli Stati Uniti dell'immigrazione: la maggior parte delle navi usate per il trasporto dei migranti furono riconvertite in navi da crociera.

Il secondo fattore fu determinato dalla crisi del '29 quando crollò la richiesta delle classi "alte" nelle navi di linea e quindi, per non fermarle, fu deciso di alternare una corsa di linea a una di crociera. Terzo fattore: il proibizionismo americano che dette il via alle crociere brevi: si usciva dalle acque territoriali e venivano aperti i bar di bordo...

Anche l'Italia giocò nella prima metà del '900 un ruolo importante nel mondo delle navi, sempre contraddistinte da quel tocco elegante di Made in Italy apprezzato già allora. I cantieri genovesi entrarono negli anni '30 nell'Olimpo delle grandi tradizioni marinare con il varo del leggendario transatlantico Rex, top del lusso e dello stile italiano celebrato in Amarcord di Fellini e del Conte di Savoia.

Purtroppo con la seconda guerra mondiale cessarono tutti i servizi transatlantici e di conseguenza le crociere. A maggio del '45 la situazione delle strutture e infrastrutture portuali italiane era terribile e la Flotta italiana era ridotta al minimo. Gli Armamenti privati si attivarono (tra questi i Grimaldi, i Lauro, Italnavi, i Costa, i Cosulich e tanti altri) e ricostruirono la flotta commerciale italiana.

Nacquero l'Andrea Doria, la Cristoforo Colombo e negli anni '60 e 70, con le motonavi Raffaello e Michelangelo, il fenomeno crocieristico iniziò un crescendo che ancora è lontano dall'esaurirsi.

Oggi i mari sono attraversati da veri hotel/città di lusso galleggianti gestite da pochi grandi player, come MSC o Royal Caribbean.